Aprile 24
La marcia dei 40.000 che legittimò i Quadri

Chi tutela la specificità della categoria professionale dei Quadri italiani? I Quadri direttivi italiani trovano legittimità nel nostro ordinamento del lavoro con la legge 190/1985, che ha introdotto la categoria dei quadri intermedi nell’ordinamento italiano modificando l’art. 2095 del Codice Civile che ora recita che: “I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai. Le leggi speciali [e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie”. Quindi fino al 1985 non c’era traccia nel nostro ordinamento, tra i lavoratori subordinati, della categoria dei Quadri.
Eppure il Middle Management è una delle leve che le imprese in tutto il mondo usano per competere al meglio. I Quadri direttivi sono sempre più manager, di se stessi e di organizzazioni complesse, molte volte anche senza dirigenti di riferimento ma direttamente in collegamento con la proprietà dell’azienda. Sempre più spesso il direttore di un albergo, il direttore di un ipermercato, il capo della logistica e del sistema informatico aziendale sono Quadri, con percorsi di studi di tutta eccellenza e capacità di guida di team complessi. L’evoluzione di un ruolo, quello dei Quadri, che è sempre più strategico e che porta a ridefinire continuamente le competenze del middle manager alla luce delle profonde trasformazioni in atto negli assetti organizzativi delle imprese e dell’economia.
Con questa inchiesta INFOQUADRI vuole ricercare, riportare e informare della grande quantità di sigle, finti sindacati, sindacati che rappresentano altre categorie ma che voglio associare anche Quadri, veri sindacati e semplici associazioni di rappresentanza di interessi che in qualche modo hanno nella loro attività lo sviluppo, il sostegno e la rappresentanza della categoria dei Quadri direttivi italiani.
Un viaggio non facile, che mensilmente aggiorneremo e che vi anticiperemo anche con la nostra newsletter, in cui vedremo la lentezza di adeguamento dei contratti collettivi, la mancanza di attenzione sul dumping sociale che deriva da contratti collettivi con minimi retributivi inferiori a quelli indicati dalla ordinaria contrattazione collettiva (i cosiddetti contratti pirata) e la necessità, ormai inderogabile, di emanazione di una legge in merito alla rappresentatività sindacale.
La nostra inchiesta vuole essere un contributo per informare. Seguiteci!

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L’EDITORIALE DI APRILE

C’è sempre più bisogno di (middle) manager capaci

di Antonio Votino Direttore responsabile

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Un manager veramente competente non solo ha l’acume per identificare le informazioni di fondamentale importanza, ma possiede anche l’abilità di estrapolare i fattori cruciali che esercitano un’influenza significativa sul processo decisionale. Questo è vero anche in situazioni in cui le informazioni disponibili possono sembrare limitate o parziali. Un vero manager è in grado di compiere analisi logiche dettagliate, che partono dall’osservazione di elementi specifici per poi espandersi fino ad abbracciare una comprensione globale del contesto. Ciò gli permette di decifrare con profondità i vari fenomeni che emergono nell’ambiente lavorativo in cui è immerso, migliorando così la sua leadership e la gestione delle risorse umane a sua disposizione.
Manager e del leader non necessariamente coincidono: in altre parole, si può essere manager senza riuscire a essere leader e, viceversa, si può essere riconosciuti come leader senza avere un ruolo da manager. Per i Middle manager sembra però più facile essere leader, diversi studi sottolineano competenze richieste ai manager del futuro saranno sempre più distanti da quelle tipiche del XIX e del XX secolo e che la differenza potrebbero farla proprio le soft skills della leadership tipiche dei Quadri…… continua la lettura dell’articolo.


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