Giugno 24

Intelligenza Artificiale: un pericolo per i manager?

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L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente guadagnando terreno in molti settori, compreso il management. Se da un lato l’IA può aumentare l’efficienza e l’efficacia delle decisioni aziendali grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati in tempi brevi, dall’altro lato sorge la preoccupazione che possa rappresentare un pericolo per i ruoli manageriali. La paura che le macchine possano sostituire i manager è palpabile, ma è anche vero che l’IA potrebbe diventare un prezioso alleato per i dirigenti, liberandoli da compiti ripetitivi e consentendo loro di concentrarsi su aspetti più strategici e decisionali che richiedono un tocco umano, come la gestione delle relazioni e la leadership. Pertanto, piuttosto che un pericolo, l’IA potrebbe essere vista come un’opportunità per i manager per evolversi e adattarsi alle nuove sfide che il futuro del lavoro presenta.

L’Intelligenza Artificiale è in grado di gestire in autonomia complessi progetti di ricerca e operativi, sostituendosi di fatto ai tradizionali responsabili umani, nelle tre varianti ora codificate di IA: intelligenza artificiale limitata (ANI), intelligenza artificiale generale (AGI) e superintelligenza artificiale (ASI) si trovano le risposte alle più sofisticate necessità di programmazione e gestione di progetti complessi. Il tema della governance dei processi aziendali in presenza di una IA è un tema che molti centri di ricerca stanno affrontando, un team di autorevoli ricercatori della ESMT Berlin: Maximilian Koehler e Henry Sauermann in un recente studio Nel loro articolo “Algorithmic management in scientific research”, pubblicato sulla rivista accademica Research Policy, Koehler e Sauermann analizzano come l’intelligenza artificiale possa affrontare le principali sfide manageriali nella conduzione di progetti complessi.

Dalla divisione e assegnazione dei compiti al coordinamento, dalla motivazione del team al supporto all’apprendimento, l’AI sembra avere già le carte in regola per essere delegata a sostituire gli esseri umani. La ricerca ha esaminato circa 200 progetti, identificando 16 casi e 2 piattaforme che già fanno affidamento, in una certa misura, su sistemi di gestione automatizzata. Secondo lo studio, i progetti che si avvalgono di “manager AI” tendono ad essere più grandi e guidati da un’infrastruttura tecnologica che favorisce la condivisione. Questo potrebbe avere implicazioni significative in termini di diffusione delle piattaforme automatiche di gestione dei progetto.

Le organizzazioni di rappresentanza e i sindacati che si occupano degli interessi dei manager osservano con particolare attenzione il fenomeno dell’algorithmic management, sollevando questioni etiche e legali significative e di rilievo.
Nonostante lo studio sia principalmente mirato all’analisi dei processi direzionali in progetti di ricerca e sviluppo innovativo, gli esperti nel campo della ricerca mettono in luce il pericolo di un potenziale decremento dell’indipendenza dei singoli ricercatori, elemento storicamente ritenuto essenziale e distintivo della professione accademica.

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