Infrastrutture Gibabit, parere CESE: la posizione di CIU Unionquadri

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Con il parere approvato dal Comitato economico e sociale (CESE) nella sua Plenaria di luglio – relatore il Prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU-Unionquadri – si compie un importante passo in avanti nella procedura legislativa per l’adozione in via definitiva del Gigabit Infrastructure Act, regolamento proposto dalla Commissione europea il 23 febbraio 2023 per garantire ai cittadini e alle imprese UE entro il 2030 una maggiore larghezza di banda a velocità più elevate.
Servono servizi digitali più adeguati, flessibili e innovativi per i cittadini, le imprese e il settore pubblico, in un contesto economico ormai vieppiù basato su tecnologie come il cloud, l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e il metaverso.
La diffusione di reti ad altissima capacità, comprese la fibra ottica e il 5G, è una priorità strategica UE da perseguire entro il 2030. Tali reti sono essenziali per un’ampia gamma di applicazioni innovative, in grado di trasformare settori dell’economia UE, come il commercio, l’automotive, il manifatturiero, la sanità, i trasporti, l’agricoltura e i servizi di pubblica utilità, e renderli in grado di rispondere alle esigenze future,
La proposta di regolamento, destinato a sostituire una direttiva del 2014 sui costi della banda larga, intende ridurre i costi dell’infrastruttura fisica che sostiene le reti Gigabit avanzate, riducendo la “burocrazia”, i costi e gli oneri amministrativi associati allo sviluppo delle reti. Prevede inoltre che tutti gli edifici nuovi o ristrutturati, salvo casi giustificati, siano dotati di fibra ottica in modo che i cittadini possano usufruire di servizi di connettività più veloci. Grazie alle nuove regole, gli operatori potranno così installare rapidamente le reti mediante procedure semplificate, digitalizzate e meno costose.
Con il suo parere il CESE accoglie con favore la proposta di regolamento e sottolinea l’importanza di procedure rapide, efficaci e semplificate, nonché di termini, condizioni e prezzi adeguati da applicarsi ovunque.
In particolare, risulta apprezzabile la scelta di un regolamento al posto di una direttiva, per garantire uniformità e ridurre la frammentazione a livello nazionale. Condivisibile altresì l’obiettivo della Commissione di tener conto dei recenti sviluppi tecnologici e di mercato, allineando le previsioni del regolamento al Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018 e cercando di rendere compatibile il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione agli obiettivi del Green Deal.
Nel suo parere, il CESE riconosce poi che la condivisione delle infrastrutture esistenti consente di evitare duplicazioni di lavori e ottimizzare le risorse, in linea con gli obiettivi del Decennio digitale dell’UE 2030. Occorre peraltro garantire la sicurezza e la solidità delle reti, anche a protezione dei dati che vi sono veicolati. Importante poi che i previsti sportelli unici (SIP) relativi alle informazioni minime sulle infrastrutture fisiche (che i proprietari delle infrastrutture pubbliche devono fornire), siano integrati e collegati ad altre banche dati già disponibili a livello nazionale, in modo da evitare duplicazioni e risparmiare sui costi.
La CIU-Unionquadri membro del CNEL si compiace del parere del CESE, poiché – come rileva la sua Presidente Dott.ssa Gabriella Ancora, “la diffusione delle reti ad altissima capacità (VHCN) e della connettività gigabit è un fondamentale fattore di sviluppo e coesione socio-economica, in particolare per le piccole e medie imprese. Garantisce infatti la qualità del lavoro, l’adeguatezza dei luoghi in cui lo stesso viene prestato, assicurando altresì la corretta erogazione dei servizi pubblici e più in generale la fornitura di tutti i servizi in formato digitale, anche nelle aree remote del paese o in quelle più difficili da raggiungere”.

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