Aprile 24

RFID (Radio Frequency Identification): workshop di GS1

A che punto è l’applicazione della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification)? Qual è l’approccio delle imprese a questa tecnologia? E quali le sfide affrontate e i benefici ottenuti in ambito B2B e B2C? Per rispondere a queste domande, GS1 Italy ha presentato otto casi d’uso in ambito supply chain e Retail 4.0 abilitati dalla tecnologia RFID, nel corso di due workshop in diretta streaming da Interno 1, lo spazio per l’innovazione di GS1 Italy a Milano, in collaborazione con l’RFID Lab dell’Università di Parma. GS1 Italy presenta otto case history nei settori Entertainment, Food, Healthcare, Sportswear e Fashion luxury.
Due workshop, otto casi d’uso di aziende, uno standard condiviso: prosegue il piano a sostegno dell’identificazione in radiofrequenza, avviato da GS1 Italy per accompagnare le imprese interessate ad adottare questa tecnologia. Per efficientare l’intera supply chain e per abilitare l’omnicanalità, il Retail 4.0 e l’Internet of Things.
«Questi due appuntamenti rientrano nel progetto dedicato all’RFID, che abbiamo avviato nel 2021 insieme all’RFID Lab dell’Università di Parma e che proseguirà per l’intero 2022» ha spiegato Linda Vezzani, GS1 visibility and RFID standards specialist di GS1 Italy. «Un piano nato dalla constatazione di come l’Internet of Things abbia riacceso i riflettori sul tema RFID e abbia amplificato le esigenze informative delle aziende interessate ad adottare questa tecnologia. Con questi due workshop, attraverso testimonianze concrete che possano essere fonte d’ispirazione trans-settoriale, abbiamo voluto affiancare le imprese nel percorso di conoscenza dell’RFID e dell’EPC (Electronic Product Code), il codice di identificazione standard GS1 che supporta l’adozione di questa tecnologia».
Per mettere a fuoco i vantaggi e le criticità, ma anche le risposte e le soluzioni offerte dall’adozione della tecnologia RFID, GS1 Italy ha infatti lasciato la parola direttamente alle aziende che l’hanno integrata nei loro processi aziendali e ai solution provider che le hanno supportate nell’implementazione. Proprio le loro voci sono le protagoniste dei due workshop di GS1 Italy che hanno permesso di approfondire lo stato dell’arte e di delineare le opportunità da cogliere per il futuro.

Le testimonianze presentate durante i due workshop hanno mostrato in modo evidente che l’RFID è una tecnologia sempre attuale e che assicura importanti ricadute in termini di efficientamento della supply chain» ha concluso Massimo Bolchini, standard development director di GS1 Italy. «Questa tecnologia ha saputo evolversi nel tempo per rispondere alle nuove esigenze, come l’omnicanalità, e per supportare i nuovi modelli di business, come il Retail 4.0. Per queste ragioni GS1 Italy continuerà a lavorare su questo fronte, affiancando la community di imprese interessate all’adozione dell’EPC/RFID, attraverso la creazione di tavoli di lavoro, corsi dell’Academy sul tema e sinergie con i solution provider.


Il primo evento, “Supply chain digitale: come implementarla con l’RFID”, è stato dedicato a quattro casi d’uso, raccontati da altrettante aziende di Entertainment, Healthcare e Food che hanno integrato la tecnologia RFID nei processi di gestione interna e di logistica, e dai solution provider che le hanno affiancate. Il focus è stato sui benefici apportati dall’RFID nella supply chain in ambito B2B:
Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Alfacod: digitalizzare il settore dello spettacolo, efficientare l’asset tracking e l’inventario a magazzino, monitorare puntualmente i flussi inbound e outbound delle merci.
Casa della Salute e Zebra Technologies Italy: tracciare i flussi inbound e outbound, ottimizzare gli acquisti e la gestione delle scorte di magazzino, perfezionare la farmacovigilanza.
Bayer e Murata ID Solutions: garantire la tracciabilità e la visibilità in tempo reale dell’intera supply chain, ottimizzare il servizio ai clienti, aumentare l’efficienza nelle operazioni, ridurre di quasi il 100% gli errori di instradamento e l’80% dei colli smarriti.
Bonterre e Murata ID Solutions: garantire una visibilità totale nelle spedizioni sia in ingresso che in uscita da stabilimenti e magazzini, ottenere spedizioni più precise e azzerare quelle sbagliate, ridurre l’out-of-stock e i tempi di carico e scarico delle merci.
Nel secondo workshop, “RFID: la chiave per abilitare il Retail 4.0”, sono stati presentati i casi d’uso di quattro aziende che hanno adottato la tecnologia RFID a supporto dei processi diretti o indiretti di vendita nel mondo Retail dei settori Food, Fashion luxury e Sportswear, con obiettivi precisi in ambito B2C:
FrescoBreak: offrire un servizio sostenibile garantendo sempre una proposta completa all’interno dei frigoriferi intelligenti – e ridurre così al minimo lo spreco dei prodotti – monitorando i dati e applicando a monte tutte le logiche legate all’offerta del servizio e alle promozioni per i prodotti da lanciare o in scadenza.
Decathlon: efficientare l’inventario, garantire la disponibilità a scaffale dei prodotti, migliorare l’efficienza del punto di vendita e automatizzare i processi manuali e ripetitivi: in questo modo gli addetti possono concentrarsi su attività a maggiore valore aggiunto, come il supporto al consumatore nel punto vendita.
Keonn: accelerare il pagamento tramite self check-out, proponendo al cliente un’esperienza di acquisto nuova, completamente automatizzata e digitale, facile e in totale autonomia in un “unmanned store”, un negozio senza presidio.
Sensormatic e Temera: migliorare la brand protection, controllare la tracciabilità a livello di singolo item, ridurre le frodi per resi da merce rubata, ottimizzare i processi logistici in store, incrementare la disponibilità della merce nei punti vendita e supportare lo sviluppo dell’omnicanalità.