Aprile 24

Ex dipendenti Auchan: in tribunale vittoria ma ora?

Continua la saga (purtroppo) dei dipendenti ex Auchan passati a Margherita Distribuzione. Si tratta dell’operazione di acquisizione più importante della storia della Grande Distribuzione italiana, quella di Auchan, liquefattasi nel giro di un anno, da parte di Conad. Un’Operazione che un esperto della GDO italiana, Luigi Rubinelli ha definito “Non è un po’ opaca una operazione simile che ha coinvolto diverse migliaia di persone e di famiglie e non pochi capitali? Se dovessimo classificarla nella responsabilità sociale e farne un responso come dovremmo commentarla?” Il marchio Conad è stato quello che ha consolidato il proprio ruolo nel periodo Covid e affronta il post Covid forte di un 2020 con un fatturato di 15,9 miliardi (+60% negli ultimi 10 anni e +12,3% sull’anno precedente) e il raggiungimento del 15% di quota di mercato. Conad oggi il primo distributore del settore alimentare in Italia.
La vicenda dell’acquisizione dei punti vendita di Auchan, circa 182, che hanno accresciuto la presenza nelle aree regionali in cui il marchio era poco presente, come Lombardia, Marche, Veneto, Friuli e Piemonte, ma soprattutto il Centro-Sud area che più di altre nel Paese ha ancora margini di crescita della distribuzione moderna.
Una operazione che lo stesso Rubinelli in un suo articolo scrive:
“Bdc era una società al 51% di Conad e al 49% del finanziere Raffaele Mincione. Nelle clausole riservate della società Conad si impegna a fine percorso di integrazione-vendita di Auchan a vendere il 46% del suo 51% a Mincione, per un corrispettivo di 1 euro. A questo punto Mincione è il proprietario degli asset rimasti dell’ex Auchan. I compensi degli amministratori di Bdc appaiono davvero alti per una società con un capitale sociale basso. In assenza della pubblicazione dei bilanci di Bdc, Milano Finanza si domanda come mai la cessione del 46% valga solo 1 euro. Qual è effettivamente il valore di Bdc?
Il residuo 5% dovrebbe essere ceduto da Conad a Time and Life, sempre di Mincione per un valore di 16 mio di euro.”

Domande in gran parte rimaste senza risposta.
Ora sulla operazione Conad Auchan iniziano ad arrivare anche sentenze che riguardano il destino dei lavoratori e l’incastro tra un contratto precedente (anche con un integrativo tra i più interessanti nel settore) che avevano questi dipendenti ex Auchan e il modello organizzativo, quello cooperativo, che si pone in modo innovativo nella nota dicotomia tra grande distribuzione e distribuzione organizzata ma, per alcuni, penalizza gli stipendi.
Il gruppo Conad basa la sua forza sul fatto di essere un consorzio nazionale di dettaglianti indipendenti, con centinaia di soci dettaglianti che gestiscono e dirigono i punti vendita con un certo margine di discrezionalità sul territorio, pur partecipando alla governance del gruppo, integrando valori cooperativi del mutualismo con quelli liberali dell’imprenditorialtà individuale.
Sembrerebbe però che non ci sia spazio per tutti gli ex lavoratori Auchan nel gruppo Conad. E’ il caso di alcuni ex Auchan del punto vendita di Rescaldina licenziati dall’attuale proprietà Conad, nonostante la vittoria del ricorso al tribunale per il reintegro. Oppure la vicenda arrivata al Tribunale di Torino che ha stabilito l’illegittimità del comportamento di Conad nella gestione delle procedure di trasferimento di un supermercato nel capoluogo piemontese per 5 ex cassiere. La vicenda riapre il confronto sindacale sugli esuberi dichiarati dal gruppo in occasione dell’acquisizione di Auchan. Margherita Distribuzione si sta muovendo con interventi di rimodulazione e frazionamento delle superfici di vendita ed in questo spezzatino restano a bollire i dipendenti, e così, invece di procedere a trasferimenti d’azienda, si limitano a vendere rami d’azienda. Ma le sentenze che stanno arrivando in questi mesi sembrano far sperare in una gestione diversa della crisi. Va detto che le vertenze in atto non riguardano Quadri direttivi che hanno preso subito strade diverse, alcuni sono stati valorizzati subito da Conad per la loro esperienza e per il ruolo tecnico che hanno, altri hanno scelto di essere liquidati con un incentivo per cogliere altre occasioni, nell’anomalia tutta italiana frutto di un concetto di “rappresentanza sindacale”, che è troppo rigido e antico per regolare professionalità in continua trasformazione, il fatto che in un unico calderone contrattuale siano inseriti i Quadri direttivi e i lavoratori dipendenti subordinati non ha aiutato una visione di insieme ed il ruolo dei sindacati si molto depotenziato vista la quantità di piccoli imprenditori della galassia Conad Margherita.