Aprile 24

Le mostre del mese: giro d’Italia fra le bellezze

0

023_bruno_munari.tif

Appuntamento mensile con le informazioni sulle più importanti mostre che segnaliamo:

PRERAFFAELLITI, RINASCIMENTO MODERNO. A partire dal 1848 fino agli anni Venti del Novecento William Holman Hunt, John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, i maestri del Preraffaellismo, il movimento artistico nato nell’Inghilterra vittoriana, in risposta alle maglie strette della Royal Academy e alla ricerca di una purezza originaria, crearono un’arte visionaria, romantica, con punti di incontro con il simbolismo, l’art nouveau e il decadentismo. In mostra, dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie, mobili, ceramiche, opere in vetro e metallo, tessuti, medaglie, libri illustrati, manoscritti e gioielli, ovvero 320 opere di artisti italiani e internazionali che raccontano la profonda influenza dell’arte italiana, dal Medioevo al Rinascimento, sul movimento artistico che ha rivoluzionato l’Inghilterra vittoriana e influenzato in maniera determinante la stagione europea del simbolismo.
Dal 24 febbraio al 30 giugno 2024 la mostra, diretta da Gianfranco Brunelli e a cura di Elizabeth Prettejohn, Peter Trippi, Cristina Acidini e Francesco Parisi con la consulenza di Tim Barringer, Stephen Calloway, Charlotte Gere, Véronique Gerard Powell e Paola Refice, mira a narrare la storia delle tre generazioni di artisti associati o ispirati al movimento Preraffaellita, ricostruita attraverso un viaggio intorno al mondo nelle più prestigiose collezioni e musei, come ad esempio, Gallerie degli Uffizi e Casa Buonarroti di Firenze, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, da Londra arrivano opere dal British Museum, Royal Academy of Arts, Victoria and Albert Museum, Tate, Royal Collection, dall’America ci sono prestiti dal Museo de Arte de Ponce, The Luis A. Ferré Foundation, Inc. (Portorico), dallo Yale Centre for British Art di New Haven (Stati Uniti), dai Vassar College e Dahesh Museum of Art di New York, dal Fine Art Museum of San Francisco e dalla Colección Perez Simón (Messico).

Dove: – Museo Civico San DomenicoForlì. INFO: https://mostremuseisandomenico.it/preraffaelliti/

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), dal 23 febbraio al 30 giugno 2024. Artista francese tra i maggiori del post-impressionismo, Henri de Toulouse-Lautrec fu una delle più importanti figure di transizione tra l’impressionismo e l’espressionismo, tra i più acuti e interessanti disegnatori del suo tempo, frequentatore dei ritrovi dei bohémiens, dei café-chantants e dei bordelli. La mostra è l’occasione per ricostruire l’ambiente parigino in cui Toulouse-Lautrec operava, mettendolo a confronto con realisti, impressionisti e simbolisti, ma diviene soprattutto un palcoscenico per la sua arte fortemente innovativa, superando l’approccio che tanto spesso lo riduce a creatore di manifesti, soffermandosi sulla sua attività di pittore, con dipinti, pastelli e disegni provenienti da importanti musei americani ed europei, oltre che francesi: 60 opere dell’artista, su più di 200 opere complessive, che evocano la vivacità della scena artistica parigina in cui egli visse e lavoro’.

DOVE: Palazzo Roverella – Rovigo. INFO: https://www.palazzoroverella.com/henri-toulouse-lautrec-grande-artista-palazzo-roverella/

Michael Stipe. I have lost and I have been lost but for now I’m flying high. A cura di Alberto Salvadori, dal 12.12.2023 al 16.03.2024. Grande mostra personale di Michael Stipe (1960, USA), poliedrico artista visivo e leader iconico della band R.E.M. Il progetto, concepito appositamente per Fondazione ICA Milano e curato da Alberto Salvadori, direttore dell’istituzione, si concentra in parte sul ritratto, interpretato attraverso un ampio ventaglio di linguaggi: dalla fotografia alla ceramica, dalla scultura alle opere audio. Negli spazi di Fondazione ICA Milano sono presentate oltre 120 opere, tra cui alcune mai esposte prima e altre di recente produzione. La selezione che ne risulta restituisce nel dettaglio gli ambiti della ricerca artistica di Michael Stipe. Si intrecciano i concetti di omaggio e vulnerabilità, tematiche insite nella rappresentazione figurativa e non condotta da Stipe sull’essere umano. Il titolo della mostra emerge da una conversazione tra il curatore e l’artista, in cui Stipe identifica la vulnerabilità come forza propulsiva, sfidando radicalmente le considerazioni convenzionali che la connotano negativamente come una responsabilità da assumersi o una debolezza. Al contrario, nel caos accelerato della vita contemporanea, Stipe identifica la vulnerabilità come un potente strumento di sopravvivenza e un approccio filosofico più ampio per tracciare nuovi percorsi.
Michael Stipe (1960) è un artista, produttore e cantautore americano. Ha guidato la band R.E.M. per 31 anni, vendendo oltre 100 milioni di dischi e facendo tournée in tutto il mondo. Come produttore cinematografico ha realizzato oltre 25 lungometraggi, tra cui Essere John Malkovich di Spike Jonze, En El Septimo Diadi Jim McKay, American Movie di Chris Smith e Velvet Goldmine di Todd Haynes. Nell’ultimo decennio la sua attenzione personale si è concentrata sul lavoro cross-mediale, incorporando video, paesaggi sonori, sculture e immagini fotografiche e digitali. I libri fotografici più recenti includono Volume 1 (con Jonathan Berger, 2018), Our Interference Times: A Visual Record (con Douglas Coupland, 2019) e un terzo volume di ritratti (2021), tutti pubblicati da Damiani di Bologna. Michael vive a New York e a Berlino.

DOVE: Fondazione ICA – Milano. INFO: http://www.icamilano.it/it/mostre/michael-stipe-i-have-lost-and-i-have-been-lost-now-im-flying-high

Bruno Munari. Tutto, dal 16 Marzo al 30 Giugno 2024) La più grande mostra italiana su una delle più iconiche figure del design e della comunicazione visiva del XX secolo, l’“inventore” Bruno Munari (Milano 1907-1998), definito da Pierre Restany “il Leonardo e il Peter Pan del design italiano”.
Nell’esposizione sono concentrati settant’anni di idee e di lavori (Munari inizia la sua attività durante il cosiddetto Secondo Futurismo, attorno al 1927) in tutti campi della creatività, dall’arte al design, dalla grafica alla pedagogia: proprio per la difficoltà di dirimere chiaramente i territori linguistici da lui affrontati nel corso del tempo, la rassegna non sarà suddivisa per tipologie o per cronologia, ma per attitudini e concetti, in modo da poter mostrare i collegamenti e le relazioni progettuali tra oggetti anche apparentemente molto diversi l’uno dall’altro.

DOVE: Fondazione Magnani Rocca – Mamiano (PR) INFO: https://www.magnanirocca.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *