Licenziamenti Mapal: confermata la chiusura e delocalizzazione
La produzione dello stabilimento Mapal di Gessate, nell’area della Martesana in provincia di Milano, si ferma per essere trasferita in Germania. L’annuncio della delocalizzazione era già arrivato nelle scorse settimane, ma oggi è arrivata la conferma dei licenziamenti. Nello storico stabilimento lombardo, attivo dal 1989, sono diversi infatti i dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Attiva da oltre trent’anni nel settore metalmeccanico, ha deciso di interrompere la produzione in Italia per delocalizzarla nei siti tedeschi, avviando di fatto 40 procedure di licenziamento collettivo per esuberi. L’azienda intende invece mantenere sul territorio italiano soltanto i servizi commerciali e di assistenza
Al momento la vertenza Mapal non è ancora stata incardinata ufficialmente in un tavolo di crisi nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) o il Ministero del Lavoro. Trattandosi di una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 40 lavoratori a livello locale, le fasi iniziali del confronto si stanno concentrando sul territorio.
I sindacati di categoria che stanno seguendo la vicenda assistendo i dipendenti, rigettano in modo netto la decisione di azzerare la capacità produttiva dello stabilimento di Gessate e viene contestata la cancellazione di 40 posti di lavoro specializzati a fronte del trasferimento dei macchinari in Germania.
La nota sindacale, diffusa in maniera congiunta dai sindacati, sottolinea che l’azienda non necessita di tagli lineari, bensì di investimenti mirati in innovazione sul territorio italiano. A seguito della comunicazione aziendale, è stato proclamato immediatamente lo stato di agitazione con pacchetti di sciopero che hanno registrato un’adesione totale in fabbrica
