Api vende distributori e raffinerie: il gruppo azero Socar nuovo proprietario

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Api ha ceduto al gruppo azero Socar, operazione da 2,5 miliardi di euro. L’informazione della vendita, prima che dai mercati, è arrivata dall presidente Ugo Brachetti Peretti in una lettera inviata ai quasi 1.600 dipendenti: “Dopo oltre 90 anni al timone, siamo orgogliosi di lasciare ai futuri azionisti una solida eredità fatta di competenze e professionalità” ha scritto. Cambiano proprietà i distributori e le raffinerie attualmente di proprietà del gruppo Api e IP, l’accordo preliminare firmato prevede che Api Holding si è impegnata a cedere la propria partecipazione azionaria in Italiana Petroli e in Mip alla State Oil Company of Azerbaijan Republic (Socar).
E’ quindi definitva la vendita della rete di oltre 4.500 punti vendita del gruppo IP ,marchio a livello nazionale per numero di distributori presenti sul territorio italiano, a cui si aggiungono due raffinerie, quasi 1.600 dipendenti e circa 16.600 lavoratori dell’indotto. Secondo indiscrezioni. L’accordo preliminare è comunque vincolato alle decisioni del governo italiano, che può esercitare il potere del golden power. Di sicuro, se la cessione andrà in porto, si andrà a chiudere un’era, visto che le altre compagnie del petrolio del nostro Paese (la famiglia Garrone di Genova, reduce della cessione di Erg proprio a Ip alla fine del 2017, e i Moratti che a febbraio 2024 hanno venduto la Saras al trader globale Vitol) si erano già disimpegnate in precedenza.

La vicenda ha un eco anche politico, con le elezioni regionali nelle Marche che affrontano il caso.
«L’amministrazione comunale di Falconata, che ha sempre seguito con attenzione l’evolversi della situazione, ha appreso la notizia della chiusura dell’accordo di cessione soltanto tramite l’agenzia Reuters – dice la sindaca Stefania Signorini alla emittente TVRS, visibilmente amareggiata – senza ricevere alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’attuale proprietà. Riteniamo che, in una fase tanto delicata, sarebbe stato necessario e doveroso un riscontro formale da parte della società. Per questo abbiamo trasmesso una lettera al Gruppo Api, al fine di ottenere informazioni chiare sul percorso di cessione delle quote azionarie e di avviare un contatto diretto con la nuova proprietà». L’amministrazione comunale sottolinea che la raffineria Api di Falconara rappresenta da molti anni una realtà significativa per la città e per l’intera Regione Marche. «La sua attività coinvolge aspetti economici, occupazionali, sociali e ambientali, motivo per cui ogni cambiamento societario riveste un’importanza particolare per la comunità locale. E’ fondamentale instaurare con la proprietà – continua la sindaca – rapporto improntato al rispetto e alla collaborazione, ma fondato su principi irrinunciabili: la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente restano la priorità assoluta. A questi obiettivi si affiancano la difesa dei livelli occupazionali, la continuità degli investimenti, le prospettive di sviluppo e ammodernamento degli impianti e l’avvio di un percorso concreto verso la transizione ecologica». L’amministrazione chiede un immediato confronto diretto con i vertici della nuova proprietà, “per comprendere le intenzioni per il futuro sotto il profilo occupazionale, delle strategie di investimento e dei progetti di innovazione e sostenibilità. Falconara ha bisogno di rassicurazioni chiare, concrete e tempestive, affinché la convivenza con la raffineria possa fondarsi su responsabilità, equilibrio e una visione condivisa del futuro”. «L’amministrazione è convinta che un dialogo aperto e trasparente rappresenti la strada maestra per offrire certezze e serenità alla cittadinanza e ai lavoratori, e al tempo stesso per costruire un percorso di crescita equilibrata e sostenibile per l’azienda e per il territorio». La consigliera di opposizione Lara Polita di Cittadini in Comune è critica. «La Regione e il comune avrebbero dovuto chiedere e avviare per tempo un tavolo inter-istituzionale. Il mancato coinvolgimento dei Ministeri dell’Industria, Ambiente, Salute e Lavoro e delle organizzazioni sindacali – dice la Polita – rappresentano gravi responsabilità della politica locale. La vendita della raffineria Api era stata ventilata da tempo ma solo il movimento #fermiamoildisastroambientale aveva richiamato l’attenzione sull’argomento. Gli amministratori comunali e regionali devono rispondere a questa domanda: quali garanzie ci sono per la bonifica del sito?».