Accessibilità culturale: Il Ministero della Cultura istituisce il Premio Olivetti
Si è chiusa con 680 candidature la finestra per la partecipazione alla prima edizione del Premio Olivetti per l’accessibilità culturale, promosso dal Ministero della Cultura.
Con questa iniziativa si vogliono sostenere esperienze concrete capaci di rimuovere barriere e rafforzare il legame tra patrimonio e comunità. Il Premio nasce, infatti, per individuare, sostenere e valorizzare progetti capaci di ampliare l’accesso ai luoghi, ai servizi e alle attività culturali, rafforzando il rapporto tra patrimonio, creatività e comunità; nasce nel solco della visione culturale e sociale di Adriano Olivetti (Ivrea, 1901- Aigle, Svizzera, 1960), che considerava la cultura un elemento fondamentale per la dignità della persona, la coesione delle comunità e lo sviluppo dei territori; si inserisce nella visione del Piano Olivetti per la Cultura, con al centro politiche mirate alle aree interne e ai territori nei quali è più urgente promuovere la rigenerazione culturale. Seguendo anche i princìpi della Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa, secondo cui la conoscenza e la fruizione del patrimonio costituiscono un diritto delle persone e una risorsa essenziale per la qualità della vita, l’iniziativa intende valorizzare progetti capaci di ampliare l’accesso alla cultura, rafforzare la partecipazione delle comunità e generare inclusione sociale e sviluppo umano attraverso il patrimonio, le attività e il welfare culturale. Per questo mette a disposizione un milione di euro circa per sostenere progetti orientati allo sviluppo della cultura come bene comune e strumento di inclusione sociale. punta a valorizzare esperienze capaci di ampliare l’accesso al patrimonio culturale, rafforzando la partecipazione delle comunità e contribuendo alla rigenerazione delle periferie, delle aree interne e dei territori caratterizzati da fragilità economiche e sociali.
L’obiettivo è anche quello di promuovere una concezione più ampia dell’accessibilità, capace di comprendere la dimensione fisica, sensoriale, cognitiva, digitale, economica e sociale, e di coinvolgere direttamente le comunità nella progettazione e nella produzione culturale. Il bando è rivolto a imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e istituti del Ministero della Cultura e si articola in quattro sezioni: Musei, patrimonio culturale e territorio: progetti capaci di rafforzare il ruolo di musei, parchi archeologici, archivi, biblioteche, istituti di conservazione e luoghi della cultura quali presìdi civili, educativi e sociali attivi nei territori. Attività culturali: iniziative rivolte alla rimozione delle barriere fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e sociali nell’ambito di festival, rassegne cinematografiche e teatrali, spettacoli dal vivo, appuntamenti letterari e programmi di promozione della lettura. Welfare aziendale e rigenerazione culturale: progetti promossi dalle imprese per accrescere il benessere culturale, creativo e relazionale delle lavoratrici e dei lavoratori e migliorare la qualità della vita nelle comunità di riferimento. Progetti sperimentali degli Istituti del Ministero della Cultura: modelli innovativi sviluppati dagli uffici, dagli istituti centrali e periferici e dai luoghi della cultura del MiC, destinati a essere messi a sistema e replicati. Saranno valutate anche la capacità di utilizzare le tecnologie per ampliare la partecipazione, la qualità del coinvolgimento delle comunità e l’efficacia delle soluzioni adottate per superare ogni forma di barriera”.
Ai progetti selezionati, tre per ciascun ambito, sarà assegnato, quindi, un premio di 100.000 euro ciascuno, destinato a sostenere la realizzazione e lo sviluppo delle esperienze premiate. Fanno eccezione, naturalmente, i progetti presentati, nell’ambito della quarta sezione, da parte degli Istituti del Ministero della cultura, per i quali non è prevista l’assegnazione di risorse finanziarie.Tra gli elementi che saranno presi in considerazione nella valutazione figurano infatti la coerenza con i valori del modello olivettiano, l’impatto culturale, sociale e territoriale, la durabilità delle ricadute, la replicabilità e trasferibilità delle esperienze, la qualità culturale e delle partnership e l’esperienza dei soggetti proponenti. Il Premio intende, così, contribuire alla riqualificazione culturale nei territori e nei contesti caratterizzati da marginalità sociale, culturale ed economica, sostenendo progetti in grado di creare nuove occasioni di partecipazione e di rafforzare il rapporto tra istituzioni culturali e cittadini.“Queste candidature testimoniano una grande energia progettuale e la volontà diffusa di rendere la cultura sempre più partecipata”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. La fase di istruttoria e valutazione delle quali proseguirà nelle prossime settimane; i progetti vincitori saranno individuati secondo i criteri previsti dal bando e resi noti entro novembre 2026, e noi saremo qui per aggiornarvi e rendervene conto, con la curiosità e l’interesse che ci contraddistingue.

