Nomine museali: uno sguardo all’estero
Riprendendo il discorso sulle nuove nomine di dirigenti museali, pubblicate in questo articolo di marzo, dando uno sguardo a ciò che succede a livello internazionale, degno di nota e capace di suscitare altresì il nostro interesse, è il passaggio di testimone alla guida del Solomon R. Guggenheim di New York dove dal 1 settembre 2026 Melissa Chiu, prenderà il posto di Mariët Westermann, in carica da giugno 2024.
Negli ultimi due anni, Westermann ha rafforzato la governance della Fondazione con l’ingresso di nuovi membri nel consiglio di amministrazione, ampliato le strategie di coinvolgimento del pubblico e potenziato le attività di raccolta fondi; parallelamente, ha promosso un riequilibrio tra le grandi mostre di arte contemporanea e la valorizzazione delle collezioni storiche del museo di New York. L’annuncio della nuova nomina è stato dato dalla stessa Westermann, storica dell’arte e docente universitaria, e prima donna a ricoprire l’incarico di direttrice e amministratrice delegata della costellazione Guggenheim, sottolineando come questa rappresenti un tassello fondamentale nell’evoluzione del sistema Guggenheim. L’arrivo di Chiu, infatti, si inserisce in una strategia volta a consolidare una leadership globale coordinata, capace di valorizzare le specificità locali dei musei mantenendo una visione internazionale condivisa; un riassetto più ampio, in cui Westermann assumerà la guida dell’intera Solomon R. Guggenheim Foundation, e nel suo nuovo ruolo supervisionerà le numerose sedi del Guggenheim sparse per il mondo, così come, nel suo nuovo incarico, Melissa Chiu sarà responsabile della direzione artistica e della gestione operativa del museo newyorkese, punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea sin dalla sua apertura nel 1959, e lavorerà a stretto contatto con gli altri direttori della rete Guggenheim, ovvero Karole P. B. Vail che dirige la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, Miren Arzalluz alla guida del Guggenheim Museum Bilbao e Stephanie Rosenthal che è invece a capo del progetto del Guggenheim Abu Dhabi, progettato da Frank Gehry sull’isola di Saadiyat e la cui apertura, dopo molti rinvii, è (ancora) attesa entro l’anno.
Australiana, nata a Darwin nel 1972, Melissa Chiu ha costruito la sua carriera internazionale nel campo dell’arte contemporanea asiatica e asiatico-americana. Ha conseguito la laurea in storia e critica dell’arte presso la Western Sydney University nel 1992 e il master in gestione delle arti nel 1994 presso il College of Fine Arts dell’Università del Nuovo Galles del Sud. Ha completato il dottorato di ricerca con una tesi sull’arte sperimentale cinese presso la Western Sydney University nel 2005, poi sviluppato nel volume Breakout: Chinese Art Outside China (2006). Chiu dal 2014 è direttrice del museo di arte moderna e contemporanea affiliato alla Smithsonian Institution di Washington, costruendo nel tempo una programmazione che ha puntato a coniugare ricerca artistica e attrattività pubblica: l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, sotto la sua direzione, ha ampliato le proprie collezioni, integrando alla tradizione dell’arte europea e americana del secondo dopoguerra una prospettiva più ampia sul modernismo globale. Tra le iniziative più rilevanti figurano commissioni di opere site-specific pensate in relazione all’architettura del museo e lo sviluppo di programmi tecnologici innovativi e, durante il suo mandato, il museo ha ospitato mostre che ne hanno rafforzato la visibilità internazionale; nello stesso modo, Chiu ha sviluppato nuove strategie di finanziamento, portando l’istituzione a raccogliere circa 250 milioni di dollari e sperimentando formati ibridi tra arte e media ed, oltre ad aver più che raddoppiato le presenze nel museo, aver aumentato la raccolta fondi del 75% e ottenuto due delle più grandi donazioni in denaro nella storia dell’istituzione, ha gestito la ristrutturazione del giardino, un progetto da 68 milioni di dollari dell’artista Hiroshi Sugimoto, la cui apertura è prevista il prossimo ottobre. (In attesa della nomina di un nuovo direttore, sarà l’attuale vice, Aaron Seeto, ad assumere la carica ad interim). Prima dell’esperienza allo Smithsonian, Chiu ha ricoperto un ruolo chiave all’Asia Society di New York, dove tra il 2001 e il 2014 è stata Museum Director e Senior Vice President, Global Art Programs, coordinando le attività museali tra New York, Houston e Hong Kong. Ancor prima e’ stata fondatrice e direttrice di 4A Centre of Contemporary Asian Art (1996-2001) e curatrice presso la University of Western Sydney, dove si era occupata dello sviluppo di collezioni di artisti emergenti australiani. Ha inoltre preso parte a numerosi board e comitati internazionali, tra cui l’Association of Art Museum Directors, l’American Alliance of Museums e advisory committee per biennali come quelle di Gwangju e Shanghai. È autrice e curatrice di numerosi libri, tra cui Contemporary Art in Asia: A Critical Reader (MIT Press, 2010), e ha tenuto lezioni in istituzioni come Harvard University, Yale University, Columbia University e il Museum of Modern Art.
Con un curriculum così non ci resta che augurarle “Buon lavoro!”.
