Vendite al dettaglio: meno vivaci dei mesi precedenti

Il dato sulle vendite di ottobre, pur confermando il progressivo recupero della domanda, soprattutto per il non alimentare, segnala un’evoluzione meno vivace rispetto ai mesi precedenti. I dati vanno letti con cautela, in considerazione del fatto che il confronto su base annua avviene tra periodi di fatto non paragonabili tra di loro. Ad ottobre dello scorso anno iniziava, infatti, un periodo di restrizioni che ha determinato moderate forme di accaparramento per alcuni beni alimentari e di prima necessità, e ridotto i consumi di parte del non alimentare. Allo stesso tempo il commercio elettronico registrava tassi di crescita superiori al 50%.
I dati Istat riportano ad ottobre 2021 una moderata crescita congiunturale per le vendite al dettaglio (+0,1% in valore e +0,2% in volume). A determinare il segno positivo sono le vendite dei beni non alimentari (+0,3% in valore e +0,4% in volume) mentre quelle dei beni alimentari sono in calo (-0,1% in valore e -0,2% in volume).
La prudenza nel leggere i dati soprattutto per la controcifra del 2020 è anche dell’ufficio studi di Confcommercio.
Nel trimestre agosto-ottobre 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,4% in valore e dell’1,0% in volume. Risultano in crescita sia le vendite dei beni non alimentari (+1,9% in valore e +1,7% in volume) sia quelle dei beni alimentari (+1,0% in valore e +0,3% in volume).
Su base tendenziale, a ottobre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 3,7% in valore e del 2,8% in volume. Sono in crescita le vendite dei beni non alimentari (+6,4% in valore e +5,7% in volume) mentre quelle dei beni alimentari aumentano lievemente in valore (+0,2%) e diminuiscono in volume (-0,9%). Tra i beni non alimentari, si registra una crescita tendenziale per quasi tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, comunicazione, telefonia (-3,6%), Generi casalinghi durevoli e non durevoli (-1,1%) e Cartoleria, libri, giornali e riviste (-1,0%). Gli aumenti maggiori riguardano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+14,8%), Abbigliamento e pellicceria (+14,2%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+12,7%).
Continua la crescita dei formati distributivi moderni della grande distribuzione, gli ipermercati mostrano un +2,7%, per le imprese operanti su piccole superfici (+5,8%) e per le vendite al di fuori dei negozi (+2,2%) mentre si registra un calo per il commercio elettronico (-3,7%) per la coda lunga del commercio online con cui compete.