Aumenti contrattuali: la detassazione sale a 33mila euro con un’aliquota del 5%

BOMBARDIERI

Novità fiscali per l’anno 2026. L’innalzamento del tetto per la detassazione degli aumenti contrattuali sino a 33mila euro, con un’aliquota del 5%, e l’estensione ai rinnovi contrattuali (quelli firmati nel 2024, ma con ratei negli anni successivi) è un risultato di enorme rilievo che consente l’applicazione di questo provvedimento anche ad altre centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori, a partire da quelli con i contratti del commercio, firmato lo scorso anno, e del settore metalmeccanico, siglato poche settimane fa. 

Per Pierpaolo Bombardieri UIL “la battaglia della Uil ha dato i suoi frutti ed è stato così finalmente raggiunto un obiettivo storicamente perseguito con tanta determinazione e convinzione, per la valorizzazione del lavoro e, soprattutto, per il riconoscimento della funzione di strumento di democrazia economica dei contratti. Il nostro impegno non termina qui: bisogna, ora, dare continuità al percorso e consolidarlo negli anni a venire. Così come altrettanta determinazione andrà posta nelle battaglie sul fronte del welfare, del fisco e della sanità. Guardando sempre al merito delle questioni, per la tutela e la difesa delle persone che rappresentiamo”

Le decisioni del Governo e il nuovo emenamento per la manovra 2026 su regimi agevolati per aumenti retributivi , premi produttività maggiorazioni e straordinari Turismo ha cambiato la tassazione sugli aumenti contrattuali. Si segnalano in particolare le seguenti novità per i salari:  detassazione premi di produttività al 1 %, tassa fissa del 5% sugli aumenti retributivi decisi nei rinnovi contrattuali del 2025 e 2026, per i dipendenti con reddito fino a 28mila euro, detassazione degli straordinari nel lavoro notturno e su turni, rafforzamento del trattamento integrativo per le mamme con almeno due figli da 40 a 60 euro. E’ anche stato deciso che gli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di nuovi contratti collettivi di lavoro, sottoscritti negli anni 2025 e 2026, siano sottoposti ad un’imposta sostitutiva IRPEF  con aliquota del 5 per  cento, purché  il complessivo reddito da lavoro dipendente del s oggetto non sia superiore a 28.000 euro.

La relazione tecnica alla Legge di Bilancio indica una riduzione di entrate pari a 420,3 milioni di euro per l’anno 2026 e a 59,1 milioni per l’anno 2027 e, un incremento di entrate (relativo all’addizionale comunale dell’IRPEF) per l’anno 2028, pari a 4,5 milioni.