Malattia professionale da stress: come aprire la pratica INAIL
La malattia professionale da stress lavoro-correlato è una patologia che può essere riconosciuta come derivante dall’attività lavorativa quando le condizioni e l’organizzazione del lavoro sono tali da determinare un’esposizione prolungata a fattori di stress, con conseguenze documentabili sulla salute.
Lo stress lavoro-correlato si verifica quando le richieste del lavoro superano, o sono percepite come superiori, alle risorse della persona per affrontarle.
Tra i possibili fattori lavorativi ci sono: carichi di lavoro eccessivi o prolungati, responsabilità elevate senza adeguati poteri decisionali, pressione continua sui risultati, scadenze eccessive, conflitti organizzativi, cambiamenti aziendali importanti, riorganizzazioni e soppressione di ruoli, incertezza sul futuro occupazionale, mancanza di autonomia, isolamento professionale, rapporti problematici con superiori o colleghi, turni e orari particolarmente gravosi, continua reperibilità, mancato riconoscimento del ruolo professionale.
Lo stress, di per sé, non è automaticamente una malattia professionale. La situazione cambia quando l’esposizione lavorativa determina una patologia diagnosticabile con l’apparizione, ad esempio, di disturbi d’ansia o disturbi depressivi, problemi di insonnia e in generale altre condizioni riconducibili, sulla base della valutazione medico-legale, all’esposizione lavorativa. Il punto fondamentale è quindi il nesso causale: occorre dimostrare che la patologia è collegata, almeno in misura significativa, alle condizioni di lavoro.
In Italia la tutela assicurativa delle malattie professionali fa capo all’INAIL.
Per una patologia psichica correlata allo stress lavorativo, il percorso può essere più complesso rispetto alle malattie professionali “tabellate”, perché bisogna documentare adeguatamente il rapporto tra condizioni lavorative → esposizione → patologia. In particolare, è importante distinguere ciò che deriva dalla normale gestione di una riorganizzazione aziendale da eventuali condotte o condizioni lavorative anomale che abbiano prodotto un danno alla salute.
L’apertura della pratica INAIL per malattia professionale non avviene in automatico, ma richiede un’attivazione precisa. Occorre muoversi attraverso due passaggi obbligatori coinvolgendo specifiche figure mediche e assistenziali che sono: Il Medico (ASL o Curante): Per il Certificato Medico del Primo Certificato (Modello 5ST), primo passo spetta a un medico. Solo un medico abilitato può compilare e trasmettere per via telematica all’INAIL il “Certificato medico di malattia professionale” (noto come Modello 5ST). Il medico inserisce la diagnosi di stress lavoro-correlato/burnout, allega la relazione dello psicologo e descrive il nesso di causalità tra il tuo lavoro e la patologia. Il medico consegnerà la copia del certificato e, soprattutto, il numero identificativo del certificato trasmesso all’INAIL.
Questo importante passaggio occorre attivare un Patronato Sindacale per la Domanda di Riconoscimento vera e propria. Ottenuto il numero del certificato dal medico, la pratica deve essere completata inoltrando la domanda amministrativa. Il Patronato compila e invia telematicamente all’INAIL la domanda di riconoscimento della malattia professionale. In questo caso vanno fornito al Patronato: il numero del certificato trasmesso dal medico; la relazione dello psicologo privato; la documentazione della Medicina del Lavoro ASL ed una descrizione dettagliata delle tue mansioni e dell’ambiente lavorativo (storia lavorativa).
Dopo l’invio all’INAIL e una volta ricevuta la documentazione, l’INAIL protocolla la pratica e invia una notifica alla azienda di cui si è dipendente. L’azienda sarà obbligata a compilare la sua parte di denuncia entro i termini di legge. A seguire avviene una convocazione del lavoratore a visita medica presso la sede INAIL di competenza territoriale per accertare lo stato di salute e valutare l’eventuale danno biologico (punteggio di invalidità). Dal momento in cui la pratica è aperta, i tuoi certificati di malattia non saranno più gestiti dall’INPS come “malattia comune”, ma verranno rubricati come “malattia professionale INAIL”, offrendo la massima protezione dal licenziamento per superamento del periodo di comporto.
