Brunetta: pubblico impiego, per il PNRR nuovo apparato dello Stato

L’avevamo già scritto: Brunetta silente non vuol dire Brunetta non operante. Ed eccolo qui, il ministro Renato Brunetta, tornato per la seconda volta ad un dicastero, che rivoluziona la Pubblica Amministrazione con un nuovo impegno che lo ha visto al lavoro negli ultimi mesi. Dopo le uscite sullo smart working nella PA e la riforma dei concorsi adesso è la volta delle assunzioni a tempo di profili tecnici e specialistici. Cosa prevede il decreto del decreto legge 44/2021 (il cosiddetto decreto Covid), coordinato con la legge di conversione 76/2021 che all’articolo 10 contiene la riforma dei concorsi pubblici?
Innanzitutto una visione di medio periodo che premia flessibilità e professionalità poi una revisione del contratto tipo con uno a tempo determinato (non è una novità però nella PA) ma con obiettivo di dotare l’amministrazione pubblica di un apparato preparato a gestire le procedure per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per i contratti sono previsti 6,8 miliardi già stanziati che dovrebbero far coprire i 118.879 posti vacanti ad oggi nelle varie componenti dell’amministrazione pubblica centrale e periferica ma con uno sguardo al turnover fisiologico che prevede almeno 500mila ingressi per cinque anni, 100 mila l’anno, pari al numero di dipendenti pubblici che andranno in pensione secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato.
Brunetta afferma che le modalità di selezione nel pubblico impiego saranno tutte digitali, rapide e trasparenti. Nei prossimi giorni, al decreto Covid si aggiungerà il “decreto reclutamento”, che andrà a completare il pacchetto unitario di accompagnamento del PNRR insieme alle semplificazioni e alla governance. Il Dipartimento della Funzione pubblica ha già programmato i concorsi con modalità semplificate per l’assunzione 1.514 per funzionari e ispettori del ministero del Lavoro, 2.133 per funzionari amministrativi del ministero della Giustizia. Sempre approvati e pronti per essere messi a concorso altri 550 posti di funzionari e impiegati del ministero dell’Economia e 250 tra i ranghi dei funzionari del ministero della Cultura.
Altri 2.800 sono i posti per assunzioni a tempo determinato di tecnici qualificati destinati agli enti del Sud in particolare uffici regionali per le procedure dei lavori pubblici.
Al di la dei numeri resta il merito del ministro Brunetta di aver operato in silenzio, senza annunci, anticipazioni e enfasi mediatica, consapevole che i dipendenti pubblici hanno un’età media di oltre 50 anni (ed il 17% più di 60) che rende tutto l’apparato burocratico limitato nella capacità di gestire la spesa dei fondi europei, in più è evidente a molti e non solo al ministro che con queste risorse umane la digitalizzazione e l’ammodernamento della PA appare complesso, con troppi dirigenti, pochi Quadri intermedi ed una pletora di operatori poco disposti alla digitalizzazione dei processi operativi. Tutti requisiti che saranno prioritari nelle nuove assunzioni e che sono fondamentali per la riuscita degli obiettivi del PNRR.

L’obiettivo di Draghi e dello stesso Brunetta è reclutare il meglio che c’è ed i più entusiasti di salire a bordo della macchina amministrativa pubblica per accettare le sfide ad alto contenuto di innovazione come i progetti legati alla transizione digitale ed ecologica che occupano gran parte delle risorse del Piano.
Ora la palla passa all’operatività, con le nuove norme per i concorsi pubblici di sui scriviamo in questo post.
Un appuntamento che non va mancato e che vede il mese di luglio come primo step con l’arrivo dei primi 25 miliardi di euro per le risorse di Next Generation Eu.

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