Ispettori del lavoro: funzionari pubblici e elevate professionalità per un compito difficile

Ispettori del lavoro

La professione dell’Ispettore del Lavoro è volta alla tutela dei diritti dei lavoratori, ma numerosi problemi attengono proprio al rapporto di lavoro di questi professionisti. Vediamo in primo luogo il quadro organizzativo in cui operano questi funzionari pubblici professionisti del lavoro e della sicurezza.

Trattasi di dipendenti pubblici che dipendono dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro INL, agenzia governativa posta sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro. L’Ispettorato nazionale del lavoro è stato istituito con il d.lgs. 14 settembre 2015, n. 1494, in attuazione della delega di cui all’art. 1, c. 7, lettera l) della l. 10 dicembre 2014, n. 1835, al fine di razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva tramite l’integrazione in un’unica struttura dei servizi ispettivi sino a quel momento attribuiti al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (Mlps), all’Inps e all’Inail

Sono così previsti strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle Aziende sanitarie locali e delle Agenzie regionali per la protezione ambientale. Con il d.p.r. del 26 maggio 2016, n. 1096 è stato emanato il regolamento recante l’approvazione dello Statuto dell’Ispettorato. 4 D.lgs. 14 settembre 2015, n. 149. Nello stesso anno, con i d.p.c.m. del 23 febbraio 20167 e del 25 marzo 2016 è stata disciplinata, rispettivamente, l’organizzazione delle risorse umane e strumentali dell’Ispettorato.

Volgiamo ora uno sguardo ai poteri ed alle attribuzioni conferiti agli Ispettori del Lavoro. Va premesso come l’Ispettore del Lavoro rivesta la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 55 del c.p.p.60, nei limiti delle proprie attribuzioni ed esclusivamente durante il proprio orario di servizio. La legge assegna all’ispettore la competenza sui reati commessi in materia giuslavoristica, previdenziale, assicurativa nonché in materia di sicurezza e salute dei luoghi di lavoro, mettendogli a disposizione una serie di strumenti volti a sanzionare le violazioni, a prevenire le potenziali conseguenze dannose delle stesse, ed anche, a prescindere dalla violazione di specifiche norme, conferendogli la potestà di adottare provvedimenti esecutivi tesi a ripristinare le condizioni di sicurezza del lavoro. L’Ispettore del Lavoro volge inoltre ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria. 

Nella nostra esposizione che interessa in primo luogo i quadri e le elevate professionalità del settore pubblico e privato, andiamo ora ad esaminare la posizione professionale della categoria.

Come vengono assunti gli Ispettori del Lavoro? L’assunzione avviene per il tramite di un concorso preceduto normalmente da una preselezione scritta e quindi con gli esami veri e propri che attengono al diritto del lavoro, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, al campo previdenziale, al diritto amministrativo e commerciale, oltre all’uso di strumenti informatici. Per partecipare alla selezione è necessario il possesso di una laurea amministrativo/giuridica per il settore della vigilanza ordinaria. Per l’area della vigilanza tecnica è d’obbligo una laurea tecnica in ingegneria, architettura, scienze chimiche, fisica. Superato il concorso, il candidato è avviato ad un percorso di formazione iniziale obbligatorio anche in affiancamento a personale esperto.

Le mansioni comprendono come già accennato, azioni di controllo presso i datori di lavoro volte a verificare il rispetto delle normative in materia di lavoro, sicurezza, previdenza con conseguente emissione di verbali, provvedimenti correttivi e sanzioni amministrativi, ma anche attività di consulenza nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Gli Ispettori del Lavoro appartengono al Comparto delle Funzioni Centrali come tutti i dipendenti dai Ministeri nelle famiglie professionali dell’Ispettore di Vigilanza Ordinaria e dell’Ispettore di Vigilanza Tecnica Salute e Sicurezza. Essi appartengono tutti all’area professionale dei funzionari come previsto dall’articolo 2, comma 2 del decreto direttoriale n.36 del 22 aprile 2024 che ha stabilito nell’ambito dell’Ispettorato del Lavoro il seguente ordine di inquadramento:

1 – area Operatori – famiglia professionale Operatore; b)  2 – area Assistenti – famiglie professionali Assistente amministrativo e Assistente informatico; c) 3 – area Funzionari – famiglia professionale Funzionario amministrativo gestionale e Funzionario contenzioso e recupero crediti; d) 4 – area Funzionari – famiglia professionale Ispettore vigilanza ordinaria e)  5 – area Funzionari – famiglia professionale Ispettore vigilanza tecnica salute e sicurezza; f) 6 – area Funzionari – famiglia professionale Funzionario analisi e progettazione informatica.

Per quanto riguarda la retribuzione, lo stipendio annuo lordo ammonta a circa 23.500 euro cui si possono aggiungere ulteriori indennità, per cui al netto lo stipendio iniziale può raggiungere i 1800 euro. La carriera può prevedere sbocchi in posizioni di coordinamento o anche l’accesso alla dirigenza. Di recente è stata introdotta l’area delle Elevate Professionalità possibile opportunità di carriera per i funzionari. L’inadeguatezza retributiva per il personale con compiti di ispezione ha causato numerose dimissioni, sia verso il privato che verso altri enti come ad esempio INPS o l’INAIL.

La Corte dei Conti con la delibera n.44/2025 chiamata a valutare l’efficienza e l’organizzazione dell’attività di vigilanza ha constatato l’alta efficienza dell’attività ispettiva e l’inadeguatezza del trattamento economico degli ispettori. Per quanto riguarda la contrattazione integrativa che potrebbe mutare la situazione notiamo come una parte del fondo decentrato sia destinata al personale amministrativo, nel mentre alcuna quota è riservata al personale ispettivo, non sono inoltre previste indennità di vigilanza, di rischio e di funzioni di polizia giudiziaria.

Esiste un Fondo Efficientamento che prevede una maggiorazione del 5% per gli accessi ispettivi ed un incremento economico sui casi di irregolarità accertati. In questi casi la ripartizione avviene sulla base della fascia retributiva dove i neo assunti ricevono importi più bassi anche rispetto al personale amministrativo che non ha preso parte diretta all’ispezione.

L’attività di vigilanza tecnica svolta dall’Ispettorato del Lavoro manifesta una sensibile tendenza all’aumento che imporrebbe attenzione agli organici ed al trattamento retributivo e di carriera.