Salute e Sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi
Il tema del riconoscimento e della protezione degli operatori che a vario livello sono impegnati in interventi sulle persone ed il territorio è una questione complessa che intreccia diritto del lavoro, sicurezza sul campo e tutela previdenziale. In Italia, la discussione ruota attorno a un paradosso: nonostante la natura intrinsecamente rischiosa del lavoro di alcune categorie di professionisti e lavoratori (come i Vigili del Fuoco), per anni è mancata una piena equiparazione ai regimi di protezione di altri Corpi dello Stato come invece accade per le Forze di Polizia senza dimenticare che gli operatori sono esposti a scenari tragici (terremoti, incidenti mortali) che possono portare al disturbo da stress Post-Traumatico (PTSD). Su questo delicato e importante tema si è tenuta a Roma una tavola rotonda “Salute e Sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”, svoltasi presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni, in Viale Tiziano 74 a Roma.
L’iniziativa, promossa da CIU Unionquadri in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e Comitato Nazionale Italiano Fair Play, ha riunito istituzioni, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni professionali per affrontare il tema della tutela della salute dei Vigili del Fuoco e della sicurezza negli impianti sportivi.
A moderare i lavori è stato il giornalista Massimo Maria Amorosini, direttore di EconomiaNews, mentre i saluti istituzionali sono stati affidati alla Presidente nazionale di CIU Unionquadri Gabriella Ancora e al Presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini.
Prevenzione, amianto e riconoscimento delle malattie professionali, al centro del dibattito i rischi sanitari legati alle attività operative dei Vigili del Fuoco, in particolare l’esposizione ad amianto e ad agenti cancerogeni, e la necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione e di riconoscimento delle malattie professionali.
«Abbiamo promosso questa iniziativa con l’obiettivo di creare un momento di confronto concreto tra istituzioni, mondo scientifico e rappresentanze professionali su temi che riguardano direttamente la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. I Vigili del Fuoco rappresentano una categoria esposta a rischi elevatissimi e meritano un’attenzione costante, sia in termini di prevenzione sia di riconoscimento delle malattie professionali – ha detto nel suo intervento Gabriella Ancora, Presidente nazionale CIU Unionquadri – allo stesso tempo, abbiamo voluto ampliare il confronto al mondo dello sport e dell’impiantistica sportiva, perché la sicurezza è un valore trasversale che deve essere condiviso e promosso in ogni ambito. Il nostro impegno è quello di proseguire questo percorso, rafforzando la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, per contribuire in modo concreto al miglioramento delle politiche di tutela e prevenzione nel nostro Paese.»
“L’incontro odierno presso l’Auditorium del CONI rappresenta un momento di straordinaria rilevanza istituzionale ed operativa. Abbiamo posto le basi per un impegno comune e condiviso finalizzato alla prevenzione primaria e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai Vigili del Fuoco, categoria esposta a molteplici rischi professionali, tra cui quello da amianto. La sinergia tra ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, CONAPO, CIU Unionquadri e Comitato Nazionale Italiano Fair Play costituisce un passo concreto verso la creazione di una rete collaborativa stabile, capace di rafforzare le azioni di prevenzione, assistenza e tutela. Solo attraverso un’azione congiunta e coordinata sarà possibile garantire una più efficace protezione della salute dei Vigili del Fuoco e il pieno riconoscimento dei loro diritti. L’ONA continuerà a sostenere con determinazione ogni iniziativa volta alla salvaguardia della vita e della dignità dei lavoratori.”, ha dichiarato Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.
Sulla necessità di un intervento normativo incisivo è intervenuto Marco Piergallini, Segretario Generale CONAPO:
“I dati non mentono: Arezzo, Matera, Genova e altri casi che emergono in tutta Italia dimostrano che il glioblastoma tra i Vigili del Fuoco non è una coincidenza. L’OMS ha già classificato la nostra professione come cancerogena certa. È tempo che l’Italia faccia quello che Australia e Stati Uniti hanno già fatto, riconoscere per legge il cancro dei Vigili del Fuoco come malattia professionale, invertire l’onere della prova e dotare il Corpo di un servizio sanitario all’altezza di chi ogni giorno rischia la vita per proteggere gli altri.”
Dal mondo scientifico è emersa con forza la necessità di un approccio strutturato e continuativo alla prevenzione. “Oggi la ricerca scientifica ci offre risultati chiari – ha dichiarato Gaetano Settimo dell’Istituto Superiore di Sanità, Coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento Indoor – sulla necessità di completare il percorso di salvaguardia della salute dei lavoratori: la prevenzione non deve essere considerata un evento isolato, ma un processo costante e continuo. I dati sulle esposizioni, specialmente nei contesti emergenziali come quelli affrontati dai Vigili del Fuoco, evidenziano un ‘cocktail’ complesso di sostanze inquinanti cancerogene dai macro e microinquinanti organici e inorganici. È fondamentale investire sempre di più in attività di ricerca e in una governance coordinata per la prevenzione, che sappia analizzare non solo le esposizioni croniche, ma anche gli effetti a breve termine, migliorando costantemente procedure, formazione, preparazione e le dotazioni di protezione individuale per mitigare ogni rischio.”
Sul tema delle bonifiche ambientali e del ruolo dello Stato è intervenuto il Gen. Giampiero Cardillo, del Comitato Tecnico Scientifico ONA “È necessario che lo Stato crei le condizioni per affrontare in modo strutturale il tema delle bonifiche dall’amianto, attraverso pianificazioni complesse e il coinvolgimento delle competenze scientifiche ed economiche. Nel frattempo, è indispensabile rafforzare prevenzione, previdenza e assistenza per chi continua a subire le conseguenze di esposizioni pregresse.»
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della sicurezza negli impianti sportivi. Ruggero Alcanterini, Presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, ha sottolineato che «il Fair Play non è soltanto un principio sportivo, ma un valore culturale che deve guidare anche il nostro approccio alla sicurezza. Significa rispetto delle regole, responsabilità e tutela delle persone, dentro e fuori dal campo. Portare il Fair Play nel tema della sicurezza vuol dire promuovere una cultura della prevenzione condivisa, che coinvolga istituzioni, operatori e cittadini.»
A livello tecnico-operativo, Daniele Laureti, Presidente GESIS, ha evidenziato che «è necessario un approccio sistemico alla sicurezza degli impianti sportivi, che integri progettazione, gestione e formazione, per garantire standard adeguati e una reale capacità di prevenzione.»
Il contributo operativo è arrivato anche da Lamberto Cignitti, Vice Presidente del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse. «La sicurezza è anche cultura quotidiana. L’esperienza del Corpo e il legame con il mondo dello sport possono contribuire a diffondere valori fondamentali come prevenzione, disciplina e responsabilità.»
Momento particolarmente intenso è stata la testimonianza di Tiziana Lucarelli, familiare di un Vigile del Fuoco deceduto per malattia professionale «Dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e storie. È fondamentale rendere più rapido, giusto e umano il percorso di riconoscimento delle malattie professionali.»
Nel corso del dibattito, Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro, nel suo intervento si è soffermato sulla sicurezza del lavoro che «deve tornare al centro dell’agenda politica, attraverso interventi concreti che rafforzino la prevenzione e garantiscano maggiore tutela alle professioni più esposte.» E ha usato la parafrasi della “flottiglia” per stimolare tutte le realtà presenti al convegno a proseguire in una rotta comune per approdare ai risultati attesi per il Corpo dei Vigili del Fuoco.
Sulla necessità di un’azione coordinata è intervenuto Francesco Riva, Consigliere CNEL: «Il CNEL seguirà con grande attenzione le tematiche emerse nel corso di questo confronto. È auspicabile proseguire questo percorso in modo condiviso, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e attori coinvolti, magari anche auspicando di affidare la guida e la regia al Sottosegretario Prisco, per dare concreta attuazione alle istanze dei Vigili del Fuoco.»
Grande attenzione è stata posta all’intervento del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco, On. Emanuele Prisco, che ha ribadito l’impegno delle istituzioni nel rafforzare la tutela della salute e della sicurezza degli operatori del Corpo, sottolineando tra l’altro che con questo Governo vi sono stati i più importanti investimenti, della nostra storia repubblicana, finalizzati al Corpo.
Un tema ben trattato e che sicuramente questo convegno ha contribuito a mettere al centro delle proposte le azioni portate da tutti gli intervenuti affinché gli operatori che a vari livelli di responsabilità e di operatività affrontano rischi estremi come incendi, sostanze tossiche (amianto, benzene) e situazioni di pericolo fisico, abbiano una maggiore voce e rappresentanza.
