Lutech rivede lo smart working: assemblee e sciopero
Lutech, principale player dell’information technology ha recentemente annunciato ai dipendenti un piano di revisione dello smart working. La decisione è stata criticata nelle modalità dalle sigle sindacali del commercio e dei metalmeccanici, a loro dire senza un vero confronto. Le modifiche allo smart working della azienda oggi di proprietà del fondo Apax con circa 5.000 dipendenti hanno spinto tutte le sigle metalmeccaniche e del commercio a proclamare lo stato di agitazione e che in un comunicato congiunto diffuso dagli uffici Stampa di Fim, Fiom, Uilm, Fisascat, Filcams, Uiltucs riportano come un successo la grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Lutech alle assemblee convocate in tutte le sedi del gruppo e alla giornata di sciopero. Centinaia di persone hanno lasciato le sedi alla fine delle assemblee esprimendo con chiarezza e determinazione il proprio dissenso rispetto alle scelte unilaterali dell’azienda.
La nota prosegue con la richiesta di fermare i diktat aziendali e aprire immediatamente un vero confronto sindacale. Ciò che non va assolutamente giù ai sindacati è il fatto che sia inaccettabile che un gruppo delle dimensioni e delle ambizioni di Lutech continui a ignorare il ruolo delle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori e a procedere senza un confronto serio e strutturato.
Il comunicato si chiude con la richiesta dell’azienda di assumersi le proprie responsabilità e di convocare al più presto un tavolo unitario, per avviare un vero processo di armonizzazione del gruppo e aprire finalmente la trattativa per un accordo di secondo livello.
Lutech ha già dal 2021 attivo un piano di sostenibilità che valuta gli spostamenti casa-lavoro con l’obiettivo di valutare gli impatti legati alla mobilità sistematica casa-lavoro, sensibilizzando i dipendenti e trovando delle misure per promuovere una mobilità maggiormente sostenibile. L’obiettivo del piano è stato ridurre progressivamente gli impatti aziendali sull’ambiente e disincentivare l’uso individuale dell’auto privata attraverso lo smartworking,
