Cultura calcistica: un ossimoro o una nuova identità sportiva?

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STADI. Architettura e mito – 30 maggio-26 ottobre 2025, è l’inedito sguardo che il MAXXI, attraverso il suo Dipartimento di Architettura e Design contemporaneo diretto da Lorenza Baroncelli, rivolge agli stadi come strutture antropiche e architettoniche, simboli di passioni e cambiamenti sociali, in grado di raccontare la storia delle città attraverso cultura e identità collettiva. Manuel Orazi, Fabio Salomoni e Moira Valeri, curatori della mostra, propongono una lettura di questo spazio come oggetto culturale complesso, capace di riflettere le molteplici dimensioni che lo caratterizzano. Lo stadio diventa così un osservatorio privilegiato, attraverso il quale osservare una urbanistica, economica, socio-antropologica, politica e artistica. La mostra Stadi. Architettura e mito, la prima grande esposizione in Italia dedicata a questa tipologia architettonica, ne ripercorre la storia, dalla pietra antica del Panathinaiko di Atene ai capolavori contemporanei della tecnica e del design. Cattedrali laiche del nostro tempo, oggi queste architetture monumentali sono molto più che arene sportive: sono centri vitali, specchi delle città, luoghi di rito collettivo, simboli di trasformazione urbana e culturale, dove la vita quotidiana e l’eccezionalità si incontrano. Un viaggio lungo i secoli che attraversa diversi continenti mettendo in luce l’evoluzione di queste strutture, da semplici spazi per la competizione sportiva a scenari polifunzionali capaci di ospitare concerti, cerimonie religiose, raduni di massa, eventi politici, fiere e performance artistiche, fino a diventare strumento di city branding e nuova meta del turismo globale. Il percorso espositivo dedica inoltre un focus speciale agli stadi italiani, alla loro diffusione, qualità, al dibattito acceso sulle prospettive di rigenerazione. Non solo un omaggio a un simbolo dell’immaginario collettivo, con il patrocinio concesso dalla FIGC, saranno infatti esposti i trofei simbolo della storia della Nazionale italiana, a partire dai quattro Mondiali vinti(dal 29 maggio al 31 agosto le due Coppe Rimet del 1934 e del 1938; dal 1° al 26 ottobre le Coppe del Mondo del 1982 e 2006) passando per i due trionfi Europei del 1968 e 2020 (dal 1° al 30 settembre), ma anche un’occasione per riflettere criticamente su aspetti profondi e spesso trascurati delle nostre città e società.

Questo nostro suggerimento ‘culturale’, non e’ altro che lo spunto per approfondire il discorso su quanto il calcio abbia un forte impatto sul mondo contemporaneo in tutte le manifestazioni che lo rappresentano, come il nuovo Mondiale per Club FIFA 2025, che si sta svolgendo negli Stati Uniti dal 14 giugno al 13 luglio, che vede la partecipazione di 32 squadre provenienti da sei confederazioni, tra cui l”Italia naturalmente, adottando un formato simile alla Coppa del Mondo per Nazionali, con 8 gironi da 4 squadre, seguiti da ottavi, quarti, semifinali e finale. Le partite si disputeranno in dodici stadi, cinque dei quali saranno utilizzati anche per la Coppa del Mondo del prossimo anno (in co-hosting con Canada e Messico) e cioè Atlanta, East Rutherford (New Jersey), Miami, Philadelphia e Seattle. Altre città ospitanti sono Pasadena (contea di Los Angeles), Charlotte (North Carolina), Orlando (con due stadi), Nashville, Cincinnati e Washington D.C.
Ma, ancor di più, ci preme sottolineare come il calcio, da sempre ambito con prerogativa maschile, si stia aprendo sempre di più al mondo dello sport femminile e, infatti, dal 2 al 27 luglio è in programma in Svizzera l’ UEFA Women’s EURO 2025, 14a edizione dell’Europeo Femminile: si giocherà in 8 sedi di gara (Basilea, Berna, Ginevra, Lucerna, San Gallo, Sion, Thun, Zurigo), con stadi che vanno dai 9.500 dello Stade de Tourbillon ai 35.000 posti del St. Jakob Park: l’Italia giocherà a Sion, Ginevra e Berna, mentre la finale si giocherà il 27 luglio, appunto, allo stadio St. Jakob-Park di Basilea, che ha già ospitato la Finale 2002 di Euro U21 e quella di Europa League 2016.
Per avere una fotografia sullo stato di salute del movimento del calcio femminile in Italia e sulle prospettive di crescita nel medio e lungo termine, è stato presentato, nel corso di Frecciarossa Game On – Women in sport, tenutosi il 5 maggio scorso a Roma, un report, realizzato sulla base dei dati raccolti da Deloitte, che permette di tracciare la strada della Serie A Femminile verso l’obiettivo della sostenibilità. I risultati ottenuti dai club e dalla Divisione Serie A Femminile Professionistica nella stagione 2023-2024 hanno confermato la rilevanza e la potenzialità del calcio femminile in Italia in termini economici, di interesse e sociale attraverso una crescita significativa a 360° che ha coinvolto tutti gli aspetti chiave del movimento. In termini di interesse, negli ultimi anni, il numero di fan del calcio femminile in Italia è cresciuto esponenzialmente; attualmente, il 40% della popolazione italiana si dichiara interessata al calcio femminile e si contano 7 milioni di italiani che si dichiarano appassionati: un dato impennato rispetto al milione della stagione 2019-20; così anche le presenze allo stadio durante le partite di campionato, di conseguenza, sono fortemente aumentate, raddoppiando rispetto alla stagione 2021-2022 (che ha visto un graduale ritorno alla normalità dopo le restrizioni legate alla pandemia), e con le finali di Coppa Italia Femminile e Supercoppa Italiana Femminile che si dimostrano degli eventi catalizzatori in termini di affluenza negli stadi. Il crescente interesse verso il calcio femminile ha attirato l’attenzione degli sponsor, che vedono nel movimento un’opportunità per associare i propri brand a valori positivi e raggiungere target demografici specifici. Negli ultimi anni, i club di Serie A Femminile hanno adottato modelli di sponsorship dedicati esclusivamente alla sezione femminile, rispondendo a specifiche esigenze dei partner commerciali, come il raggiungimento di obiettivi in ambito ESG e target mirati, soprattutto dopo il passaggio al professionismo, introdotto a partire dalla stagione 2022-2023. Data la crescente rilevanza della componente femminile, i club hanno rivisto le proprie organizzazioni dando maggiore struttura e rilevanza alle unità dedicate alle proprie squadre femminili; dei sette club con controparte maschile della Serie A Femminile nella stagione 2023-2024, sei hanno una struttura organizzativa dedicata al femminile che riporta direttamente all’amministratore delegato della società. Infine, al termine della stagione 2023-24, il numero di tesserate italiane era di 45.785; un numero cresciuto ulteriormente quest’anno e che porta a sfiorare le 50mila tesserate, con la FIGC che si colloca al 6° posto a livello mondiale per incremento del numero di tesserate nel periodo 2019-2023, confermando la solidità del percorso e le prospettive di ulteriore sviluppo del movimento (come numero di atlete tesserate tra le 203 federazioni analizzate dalla FIFA, la FIGC si colloca invece al 14° posto). Una base del movimento che ha portato a risultati di grande prestigio anche a livello di Nazionali giovanili, con Under 17 e Under 19 entrambe qualificate alle rispettive fasi finali degli Europei: la crescita del movimento passa anche dai grandi risultati internazionali. Importante è anche sottolineare come l’impegno del movimento si è esteso anche fuori dal campo, con i club di Serie A Femminile che hanno deciso di utilizzare i propri asset, in particolare l’immagine delle calciatrici, per veicolare messaggi socialmente utili. Il 90% dei club è attivo nella promozione di valori quali l’inclusione, la solidarietà e il rispetto, attraverso campagne di comunicazione contro la violenza sulle donne, promozione dell’empowerment femminile e sensibilizzazione verso malattie legate al genere femminile. In tal senso, il calcio femminile può giocare un ruolo unico nel panorama sportivo (non c’è parità di genere che tenga), in quanto associato dagli appassionati a valori fortemente positivi, come serenità nell’approccio all’evento sportivo, passione, divertimento, determinazione e competitività.
Si può concludere che la ‘cultura calcistica’, sia veicolata attraverso la pluralità delle dimensioni di rilevanza architettonica, che con la crescita dei valori che il calcio femminile porta avanti di pari passo all’incremento dell’interesse che esso suscita, possa dare nuova linfa a tutto il movimento in termini di sportività, integrazione e sostenibilità.

Per un approfondimento:
https://figc.it/media/268264/dcf-report-calcio-femminile-2025.pdf